Assassinio sull’Orient Express

Sono passati più di novant’anni da quando, nel 1934, il romanzo di Agatha Christie Murder on the Orient Express (noto in Italia come Assassinio sull’Orient Express) ha consacrato definitivamente la fama della scrittrice e del suo celebre protagonista, Hercule Poirot, destinato a comparire in trentatré romanzi e in cinquanta racconti.

Ma che cosa rende questo giallo ancora oggi così affascinante e intramontabile?

Anzitutto l’ambientazione. Poirot si trova a bordo dell’Orient Express durante un viaggio che da Istanbul dovrebbe riportarlo verso Nord: l’investigatore è stato infatti richiamato a Londra per motivi di lavoro. La neve, però, avvolge il treno in un’atmosfera al tempo stesso ovattata e inquietante.

Quando le condizioni meteorologiche costringono il convoglio a fermarsi sui binari, i numerosi passeggeri sono obbligati a condividere spazi ristretti, tra conversazioni in lingue diverse, sguardi curiosi e pettegolezzi malcelati.

Le provenienze sono molteplici, così come le età e le classi sociali, e altrettanto numerosi sono i pregiudizi che ciascuno proietta sugli altri, decidendo a priori con chi parlare e chi invece evitare.

Poi arriva l’omicidio. Durante la seconda notte di viaggio, l’imprenditore americano Ratchett viene trovato morto nella sua cuccetta, colpito da ben dodici pugnalate.

Ironia della sorte, la sera precedente l’uomo aveva offerto proprio a Poirot una cospicua somma di denaro per indagare su una minaccia che lo preoccupava. Offerta che il detective aveva rifiutato senza esitazioni.

Ora, però, Poirot si trova coinvolto nell’indagine su richiesta dell’amico Monsieur Bouc, direttore della Compagnie Internationale des Wagons-Lits. È qui che il lettore ritrova il metodo investigativo che ha reso celebre il personaggio: la tecnica razionale tipica del giallo classico.

Dopo il crimine, il detective raccoglie indizi e prove, interroga i sospettati, analizza moventi, contraddizioni e incongruenze, fino a ricostruire la verità grazie al suo straordinario acume.

Una verità che, ancora oggi, è in grado di sorprendere e far riflettere. Al di là dei raffinati giochi di prestigio narrativi e della genialità di Agatha Christie nel costruire e risolvere l’enigma, il romanzo offre infatti un profondo spunto di riflessione morale.

La soluzione del caso non è priva di ambiguità etiche e spinge il lettore a interrogarsi su ciò che avrebbe fatto al posto di Poirot, rendendo Assassinio sull’Orient Express non solo un grande giallo, ma anche un’opera capace di andare oltre il semplice intrattenimento.